Dal Cenacolo di Lantana, Florida (USA), un opuscolo per il ministero del labirinto, che include giorni di preghiera. Fonte: NAP, A-II Lantana, Florida, Box 5
Si dice che i labirinti dei centri spirituali del Cenacolo siano stati ispirati dal labirinto sul pavimento della Cattedrale di Chartres in Francia, costruito intorno al 1200. I labirinti delle chiese medievali erano concepiti come mandala cosmologici. In origine venivano utilizzati come parte delle devozioni sacre, come alternativa ai pellegrinaggi a Gerusalemme e come penitenza. Il labirinto di Chartres occupa l’intera larghezza della navata centrale, circa 12 metri, vicino al portale occidentale, cioè l’ingresso principale. La distanza tra il centro del labirinto e la porta è uguale alla distanza tra il pavimento e il centro del rosone (vetro colorato) che lo sovrasta.
Il labirinto può essere utilizzato come percorso spirituale per trovare verità, chiarezza e pace interiore. Per le persone che hanno difficoltà a stare sedute e in silenzio, camminare è una soluzione semplice. Un labirinto non è un labirinto. Ha una sola via d’accesso e una sola via d’uscita, senza vicoli ciechi o trappole in cui perdersi. Il sentiero si snoda lungo il percorso e diventa uno specchio della situazione in cui si trovano le persone nella loro vita; tocca i dolori e libera le gioie. Camminare nel labirinto può essere una passeggiata di meditazione silenziosa, oppure può essere percorsa con una domanda, una persona o una parola nel cuore. Camminare può essere un’esperienza calmante. Non c’è un modo giusto o sbagliato di camminare.
In alcuni reparti del labirinto delle case del Cenacolo, il cammino si svolgeva in tre fasi:
La prima (fino a raggiungere il centro del labirinto) si chiama lasciar andare, il che significa liberarsi, lasciar andare i dettagli della propria vita. Questo calma la mente.
La seconda, l’illuminazione, avviene quando si raggiunge il centro. Il partecipante al ritiro può rimanere lì per tutto il tempo che desidera. È un luogo di meditazione e preghiera, dove si riceve ciò che c’è da ricevere.
Quando il ritirato lascia il centro, segue lo stesso percorso di quando è arrivato. Si entra quindi nella terza fase, l’unione, che consiste nell’unirsi a Dio. Ogni volta che un ritirato percorre il labirinto, si sente più capace di trovare e realizzare il lavoro che la sua anima sta cercando.
