Tesori
dagli archivi

Nostra Signora del Cenacolo

Esempio di costruzione della Casa Generalizia a Monte Mario

Indagine sul sito

Fonte: MM, 3S 3.

Durante il Capitolo Generale del 1938, Papa Pio XI, amico della Congregazione, chiese di ricevere in udienza i capitolari. In questa occasione, diede loro diverse direttive ed espresse il desiderio che la casa madre fosse trasferita a Roma.

La Seconda Guerra Mondiale ritardò lo studio della questione, ma la realtà costrinse la Congregazione ad agire a Monte Mario quando il Comune di Roma minacciò di espropriarla. La casa non fu più occupata. Nei primi tempi della presenza del Cenacolo a Roma, la proprietà veniva utilizzata come casa estiva per sfuggire al caldo eccessivo della città. All’epoca, la casa si trovava in campagna, vicino alla città. Ma il rapido aumento della popolazione stava portando alla costruzione di nuove aree urbane. La minaccia del comune era chiara: se il Cenacolo non avesse abitato nella proprietà, avrebbe dovuto cedere il terreno per permettere lo sviluppo di un nuovo quartiere. Nel Capitolo del 1956 fu annunciata la costruzione della Casa Generalizia a Monte Mario. I piani furono approvati dalle autorità civili nel settembre 1957.

In queste fotografie, Madre Germaine Saglio, Economa Generale, Madre Bachelez e Madre Eugenia Maranzana studiano il terreno dove verranno scavate le fondamenta della nuova casa. Sono insieme all’ingegnere Anselmo Poma Murialdo e al costruttore Micheli [1957].

Nella foto a destra, il grande edificio bianco è la casa costruita nel 1905 per l’apostolato e venduta nel 1931 ai Missionari Francescani di Maria. Al centro, la vecchia casa utilizzata dalla comunità (ora demolita). A sinistra, uno dei pochi edifici già costruiti nel quartiere.